Flevance, la città natale di Trafalgar Law, esiste davvero? Ed è in Italia?


Flevance, la Città Bianca di One Piece.

Trafalgar Law, prima di diventare uno dei pirati più importanti di One Piece, è semplicemente un bambino che vive con i suoi genitori e la sorellina Lami in un luogo apparentemente meraviglioso: Flevance, la Città Bianca.

E sarà proprio quella ricchezza a trasformare Flevance in uno dei luoghi più tragici dell’intera storia di One Piece.

Flevance, la Città Bianca

Il piombo ambrato si trovava nel sottosuolo di Flevance e poteva essere utilizzato per realizzare moltissimi prodotti. Il suo commercio aveva reso il paese prospero e il suo caratteristico colore bianco gli aveva fatto guadagnare il soprannome di Città Bianca.

Ma in realtà il piombo ambrato era velenoso.

Nel capitolo 762 del manga scopriamo che il Governo Mondiale e i sovrani di Flevance conoscevano da molto tempo la sua pericolosità, ma continuarono a sfruttarlo per gli enormi interessi economici che ruotavano attorno a quel materiale. Il “veleno” si accumulava lentamente e la situazione diventava sempre più grave generazione dopo generazione.

Quando arriva la generazione di Law, ormai è troppo tardi.

Law stesso è malato. Sua sorella Lami è costretta a letto e i loro genitori, entrambi medici, cercano una cura.

Trafalgar Law bambino con i genitori e la sorella Lami a Flevance.
Trafalgar Law bambino accanto alla sorella Lami malata a Flevance.

Ma la tragedia non si ferma alla malattia.

I paesi confinanti credono che ciò che sta accadendo a Flevance sia contagioso. La città viene isolata e la paura si trasforma presto in violenza. Law perde i suoi genitori. L’ospedale in cui si trova Lami viene distrutto e la bambina muore insieme a gran parte della popolazione.

Trafalgar Law bambino tra le vittime della distruzione di Flevance.

Law riesce a fuggire in uno dei modi più brutali che Oda abbia mai raccontato: nascondendosi tra i cadaveri degli abitanti di Flevance.

Ma anche fuori dalla Città Bianca resta un bambino condannato.

È qui che entra nella sua vita Corazon, che decide di provare a salvarlo e parte con Law alla ricerca disperata di una cura. Alla fine riesce a impossessarsi dell’Ope Ope no Mi e fa mangiare il Frutto del Diavolo al bambino, dandogli la possibilità di salvarsi dalla malattia che avrebbe dovuto ucciderlo. Poco dopo Corazon viene ucciso da Doflamingo, riuscendo però a proteggere Law fino alla fine.

Corazon fa mangiare a Trafalgar Law l'Ope Ope no Mi.

Ed è proprio qui che questa storia diventa ancora più curiosa.

Perché in Piemonte esiste una città reale la cui storia presenta alcuni elementi che ricordano sorprendentemente Flevance.

Casale Monferrato e l’Eternit

Si chiama Casale Monferrato.

Dal 1907 al 1986 la città ospitò un enorme stabilimento Eternit dedicato alla produzione di manufatti in cemento-amianto. Negli anni furono assunte circa 5.000 persone, con periodi in cui nello stabilimento lavoravano contemporaneamente anche 3.500 addetti.

Per decenni quell’industria rappresentò lavoro, produzione e una presenza enorme per il territorio. Ma il materiale attorno al quale era cresciuta quell’attività industriale aveva un costo terribile per la salute.

E il problema non rimase chiuso dentro i cancelli della fabbrica.

Uno degli esempi più impressionanti riguarda il cosiddetto “polverino”, materiale di scarto della produzione del cemento-amianto. Veniva utilizzato anche fuori dallo stabilimento: nei sottotetti, nei cortili, nei vialetti e in altri spazi della città. Le conseguenze della produzione finirono quindi per entrare direttamente nel territorio e nella vita quotidiana di Casale. Ancora oggi la bonifica dei siti contenenti polverino fa parte degli interventi pubblici dedicati all’area.

Anche Casale era una “Città Bianca”

Nel 1944 Casale venne indicata dal comandante statunitense Charles Enoza del 320° Bomber Group come “White Town”. La città poteva infatti essere riconosciuta dall’alto per la polvere bianca di cemento che ricopriva i tetti dei suoi numerosi stabilimenti.

Qui però bisogna fare attenzione, perché le ricostruzioni non sono perfettamente uniformi.

Il Monferrato, citando una ricostruzione storica di Idro Grignolio, parla di tetti coperti di polvere bianca di cemento. Altre fonti, tra cui Report e il progetto fotografico The White Town di Tommaso Ausili, descrivono invece i tetti come imbiancati dalla polvere di amianto proveniente dall’Eternit.

Il punto certo è che il soprannome “White Town” nasce dal paesaggio industriale e dalla polvere che si depositava sulla città. Attribuire quel bianco a una sola origine richiede quindi un po’ di cautela, ma il concetto e il riferimento storico rimangono affascinanti e allo stesso tempo inquietanti, se si pensa al possibile “gioco” del destino.

Copertura ondulata in cemento-amianto vista da vicino.

E il parallelismo con One Piece e Flevance rimane affascinante.

Una vera White Town italiana.
Una città profondamente segnata da un materiale industriale.
Una risorsa associata prima alla produzione e alla prosperità e poi a conseguenze terribili per la comunità.

Esattamente il tipo di collegamento che fa nascere una domanda inevitabile.

Ma quindi…

Flevance è davvero ispirata a Casale Monferrato?

Non lo sappiamo.

Non esiste una dichiarazione di Eiichiro Oda che dica di essersi ispirato proprio a Casale Monferrato.

Quindi sarebbe sbagliato raccontare questa teoria come un fatto, ma possiamo mettere le due storie una accanto all’altra.

Flevance è conosciuta come la Città Bianca.

Casale è stata definita “White Town”.

Flevance prospera grazie a un materiale che finirà per distruggere la salute della popolazione. Casale ha costruito una parte importante della propria storia industriale attorno al cemento-amianto e, ancora decenni dopo la chiusura dell’Eternit, continua a fare i conti con ciò che quella produzione ha lasciato sul territorio.

Non è una prova dell’ispirazione, ma è sicuramente abbastanza per rendere il paragone interessante.

E soprattutto ci porta a una domanda ancora più grande.

Quando la ricchezza di una città la pagano le persone

Quando guardiamo il piombo ambrato di Flevance vediamo immediatamente ciò che produce: lavoro, commercio, sviluppo, ricchezza.

Lo stesso può accadere con una grande industria reale.

Ma c’è una parte del conto molto più facile da ignorare.

Chi paga per tutto quello che quella ricchezza lascia dietro di sé?

E non stiamo parlando soltanto di soldi.

Il costo può significare persone che si ammalano, famiglie che perdono qualcuno e intere comunità costrette a convivere per decenni con le conseguenze di qualcosa che, per molto tempo, era stato considerato una fonte di prosperità.

Poi esiste naturalmente anche un costo economico: bonifiche, interventi pubblici, territori da risanare… che comunque paghiamo noi, con le nostre tasse.

In economia una parte di questo problema viene chiamata esternalità negativa.

Un’attività può generare un beneficio per qualcuno mentre parte del suo vero costo viene sostenuta da qualcun altro.

Nel caso dell’inquinamento, per esempio, il costo complessivo per la società può diventare molto più grande di quello sostenuto direttamente da chi produce.

Ed è proprio qui che Flevance diventa interessante anche fuori da One Piece. Oda ci ha raccontato, in modo estremo e brutale, quello che spesso è accaduto e accade nel nostro mondo.

FONTI E APPROFONDIMENTI

Hyggecrew

HYGGECREW

Creator ed economista. Racconto anime, manga e fumetti cercando anche ciò che di solito resta fuori dall’inquadratura: industria, economia, persone e idee.