
Nell’aprile del 2016, in Giappone, la prefettura di Kumamoto venne colpita da una serie di violentissimi terremoti.
Kumamoto è anche la terra natale di Eiichiro Oda, autore di One Piece, che decise di contribuire alla ricostruzione donando circa 800 milioni di yen, pari a 4,52 milioni di euro al cambio dell’8 ottobre 2026.
Da quell’intervento e dalla collaborazione con la prefettura nacque il ONE PIECE Kumamoto Revival Project. Nel 2018 Kumamoto volle ringraziare Oda anche per il suo contributo alla ricostruzione e decise di installare davanti alla sede del governo locale una statua in bronzo di Luffy.

Arriva Luffy
Il 30 novembre 2018 venne inaugurata la statua di Monkey D. Luffy, alta 174 centimetri, proprio come il personaggio.
All’inizio poteva sembrare soprattutto un simbolo, un modo per unire la storia di Oda, One Piece e la ricostruzione della sua terra.
Solo che poi le persone iniziarono ad andarci. Non semplicemente passando da quelle parti: andavano a Kumamoto per vedere Luffy.
Ed è qui che questa storia smette di essere soltanto una storia su One Piece e comincia a diventare una storia di economia.
Poi arrivano i turisti
Tra il 2019 e il 2020 la Shokei University studiò i visitatori della statua per capire quante persone arrivassero a Kumamoto per Luffy e quale impatto economico producesse il loro passaggio sul territorio.
La stima fu di 55.121 visitatori all’anno.
L’impatto economico annuale complessivo venne stimato in 2,67 miliardi di yen, pari a 15,09 milioni di euro al cambio dell’8 ottobre 2026.
Questo non significa che la statua abbia “incassato” quella cifra: la visita è gratuita. Si parla di indotto economico, cioè del valore generato dal fatto che migliaia di persone si spostano per raggiungere Kumamoto e, una volta lì, spendono per trasporti, ristorazione, strutture ricettive, attività e altre attrazioni. A questo si aggiunge anche il valore della visibilità mediatica prodotta dal progetto.
In altre parole, il valore economico di One Piece non rimane confinato alla vendita di manga, anime o merchandising. In questo caso diventa turismo.
Ma Luffy era soltanto l’inizio
Negli anni successivi arrivarono anche Zoro, Nami, Usopp, Sanji, Chopper, Robin, Franky, Brook e infine Jinbe.
Dieci Mugiwara distribuiti in diverse zone di Kumamoto.
E le loro posizioni non furono scelte semplicemente per decorare il territorio. I personaggi vennero collegati alle diverse aree e al racconto della loro ricostruzione.
Così, se un fan vuole vedere l’intera ciurma, non può limitarsi a raggiungere un singolo monumento.
Deve viaggiare attraverso Kumamoto.
Ed è qui che dieci statue diventano qualcosa di economicamente molto più interessante: diventano un itinerario.

Il turista arriva per One Piece e scopre Kumamoto
Una persona potrebbe non avere mai avuto un motivo particolare per visitare Uto, Aso o altre zone della prefettura. Poi scopre che lì c’è uno dei Mugiwara e decide di andare a vedere la statua.
Una volta arrivata, però, entra inevitabilmente in contatto anche con tutto ciò che la circonda: ristoranti, musei, paesaggi, castelli, strutture ricettive e altre attrazioni del territorio.
One Piece diventa quindi la ragione iniziale del viaggio, ma non necessariamente l’unica cosa che il turista consumerà una volta arrivato.
Ed è esattamente qui che il progetto smette di essere soltanto una celebrazione dell’opera e diventa uno strumento di sviluppo turistico.
Anni dopo, le statue continuano ad attirare visitatori
Nel 2024 NAVITIME Japan ha confrontato i movimenti dei turisti stranieri tra il 2019 e il 2023 e, nel proprio dataset, Kumamoto risultava la prefettura con il maggiore incremento della permanenza dei visitatori stranieri.
E alcune delle aree in forte crescita coincidevano proprio con quelle in cui erano state installate le statue della ciurma.

Uno dei casi più interessanti è Uto, dove si trova Jinbe.
La presenza di visitatori stranieri rilevata da NAVITIME risultava cresciuta di 7,33 volte rispetto al 2019 e il punto con la maggiore permanenza nell’area era proprio il Sumiyoshi Kaigan Park, dove si trova la statua.
Questo non significa che sia stato Jinbe, da solo, a provocare quella crescita. Non abbiamo una relazione causale di quel tipo.
Ma è un altro indizio di quanto il progetto sia riuscito a trasformare One Piece in una delle ragioni per cui le persone esplorano parti differenti di Kumamoto.
Quando One Piece diventa economia reale
Ed è forse questo l’aspetto più bello dell’intera storia.
Tutto nasce da una tragedia. Un terremoto colpisce Kumamoto, Oda decide di aiutare la terra in cui è nato e la prefettura trasforma i personaggi che ha creato in simboli della ricostruzione.
Poi arrivano i fan e quei fan iniziano a muoversi, viaggiare e spendere sul territorio.
Luffy nasce come simbolo. Poi diventa una destinazione turistica. E infine la sua ciurma diventa un percorso attraverso un’intera prefettura.
È difficile trovare un esempio migliore di cosa significhi davvero il valore economico di una proprietà intellettuale.
Perché questa volta non stiamo parlando di Berry, taglie o economia del Governo Mondiale.
Stiamo parlando di quello che succede quando One Piece esce dalle pagine del manga ed entra nell’economia del nostro mondo.
FONTI E APPROFONDIMENTI
- ONE PIECE Kumamoto Revival Project: storia ufficiale del progetto, cronologia e localizzazione delle statue.
- Kumamoto Prefecture — Statua di Luffy: documentazione ufficiale sull’installazione della statua e sul legame con la ricostruzione.
- METI — documentazione sul progetto: materiale istituzionale relativo al sostegno di Eiichiro Oda e alle iniziative di ricostruzione.
- Shokei University: ricerca sui visitatori e sull’impatto economico della statua di Luffy.
- NAVITIME Japan: analisi dei flussi dei visitatori stranieri e degli spostamenti tra le statue di One Piece.
- Wikimedia Commons: fotografia dei danni al castello di Kumamoto, Hyolee2, CC BY-SA 3.0.

HYGGECREW
Creator ed economista. Racconto anime, manga e fumetti cercando anche ciò che di solito resta fuori dall’inquadratura: industria, economia, persone e idee.
